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Intervista a Enrico Scotti tratta da Il Golfo del 4 Febbraio 2010
Giovedì 04 Febbraio 2010 11:09

Enrico Scotti d.g. Ischia IsolaverdeIl d.g. a fine partita parla del presente, del mercato e delle iniziative future

Scotti: «Un grande plauso a Monti e ai ragazzi»

“Non siamo masochisti ma un gruppo di realisti che pensa che l’Ischia abbia una bandiera, che l’Ischia possa rifare i campionati di serie D. Non ci fermiamo ma dobbiamo avere delle risposte e, dopo un giro di consultazioni, riferirò”


A fine partita, il direttore Enrico Scotti, forse perché stimolato da alcune frasi del tecnico bacolese Carannante sulla «delicata situazione societaria della Sibilla, così come dell’Ischia», ci ha tenuto a rilasciare delle dichiarazioni che non riguardano assolutamente la partita, bensì il momento dell’Ischia, l’impegno del giovane gruppo, i rapporti con l’imprenditoria e l’Amministrazione comunale che possono determinare la prosecuzione del cammino dell’Ischia. Lo stesso Scotti s’è ripromesso, nel giro di dieci giorni, di far sapere ai tifosi all’opinione pubblica come sono andati determinati incontri che sarebbero in programma prossimamente.

«Al di là di quel che è stato il derby con la Sibilla, è doveroso fare una serie di considerazioni. Ho assistito da spettatore alle gare casalinghe dell’Ischia della precedente squadra che, a detta di tutti, aveva bisogno di correzioni e integrazioni – afferma Scotti –. Ebbene quella squadra in casa ha raccolto quattro punti perdendo sei partite. Adesso c’è l’Ischia di questo nuovo corso che in quattro partite ha conquistato cinque punti, pareggiando col Bitonto quando meritava di vincere. Ha perso col Pianura a anche lì meritava di più. Ma il calcio non si può fare così. Il calcio è qualcosa di concreto, di palese, di evidente. Ho l’impressione che qualcuno si sia convinto che ci sia mago Zurlì che con una bacchetta magica e due salatini possa mettere in campo una squadra che possa spaccare le reni chissà a quanti. Oggi devo ringraziare l’allenatore e questi ragazzi per quello che stanno facendo. La dignità e l’abnegazione con cui affrontano allenamenti e partite, il grande impegno che profonde Billone Monti a certe evidenti mancanze di questa squadra».

RIFLESSIONI – Scotti invita tutti a riflettere «e far riflettere chi ci ascolta per quello che andrò a dire. Noi affrontiamo tutte le gare con sette under. Lascio a voi la conta di quanti calciatori ischitani ci sono in questa squadra e lo sforzo per integrare calciatori dopo la “grande fuga”. C’è chi dice che siamo masochisti, in

realtà siamo un gruppo di realisti che pensa che l’Ischia abbia una bandiera, che l’Ischia possa rifare i campionati di serie D. Mi fermo qui evitando di fare dietrologia. La realtà è molto diversa. Credo di aver detto in tutte le salse, in una serie di incontri pubblici e privati, che dovevamo stare tranquilli e purtroppo tranquilli non siamo perché vengono puntualmente fuori delle situazioni. Chiedevo tranquillità perché non potevamo spaccare le montagne con la mazzola e lo scalpello perché i demolitori sono stati consumati nella prima fase. Con mazzola e scalpello vi assicuro che non si fa nulla. Speravo che al grido di dolore, all’inizio di questa missione impossibile, ci fossero delle partecipazioni. Vi posso confermare che invece abbiamo assistito a delle fughe. Nonostante tutto ci siamo sforzati, tutti insieme, parte della vecchia dirigenza qui rappresentata da De Vivo, Castagna con Di Costanzo che ci segue, per sopperire ad una serie di problematiche economiche, riuscendo anche a dare due rimborsi durante un interregno di trentadue giorni».

Scotti prosegue affermando che «nonostante tutto abbiamo reperito una serie di disponibilità tecniche. Alcune si bloccano di fronte ad una consultazione verso Ischia, di quello che è stata Ischia fino ad un mese fa e pertanto arrivano dei dinieghi strani. Qualche giocatore che si fa male, posti di lavoro all’improvviso… Poi ci sono anche delle motivazioni di carattere economico».

L’ESEMPIO TORRESE – Il diggì dell’Ischia prende ad esempio quel che sta accadendo a Torre del Greco. «La Turris sta continuando a mettere calciatori in quell’organico. Perché l’imprenditoria di Torre del Greco, direttamente o indirettamente, le forze politiche di Torre del Greco (direttamente o…direttamente)

stanno sostenendo questa realtà perché ritengono che la categoria dell’Interregionale sia alla portata di una realtà sociale come quella torrese. Io mi rendo conto che a Ischia abbiamo il problema della casa che ci ha amareggiato tutti. Sono un libero professionista da 48 anni che in tanti anni ha fatto tante case abusive e aspetto un giorno di essere interrogato per spiegare il fenomeno dell’abusivismo da dove nasce. Ma questa è un’altra storia. Oggi come oggi la possibilità di avere una squadra competitiva che possa mantenere la categoria, in un momento in cui l’isola è amareggiata, è delusa, ha pianto, potrebbe essere un momento di felicità, di godimento, di recupero di una certa armonia sociale, di un vivere meglio».

INCONTRI – Enrico Scotti afferma che è sua intenzione «ascoltare i discorsi che potranno farmi le forze imprenditoriali e poi quelle politiche, partendo dal sindaco Ferrandino, dopo inviterò la stampa – come fatto a fine anno – e di sicuro non sarò l’Enrico Scotti di adesso. Non è assolutamente una minaccia, ma chiarezza ed onestà verso me stesso e verso coloro i quali ci stanno dando una mano, di onestà verso i tifosi (e non è una sviolinata visto che con i tifosi non sono andato mai d’accordo), che ci hanno indicato la strada da percorrere. Ma siamo riusciti solo a fare i primi passi e mai riusciti a proseguire».

Rivolto ai cronisti presenti, Scotti dice: «Vi do appuntamento tra dieci giorni dopodiché vi porterò delle carte, delle realtà economiche, vi dirò delle situazioni economiche che purtroppo sono societarie, dopodiché chi vorrà prendere dei provvedimenti li prenda. Con la nostra coscienza, costi quel che costi, noi andremo avanti. Però certamente nessuno di noi mette in discussione la propria onestà intellettuale, il proprio lavoro, le proprie disponibilità di risparmiatori e di imprenditori, di professionisti. Noi siamo qui per l’Ischia, resteremo per l’Ischia e poi sarà la storia a dire la sua».

MERCATO – Enrico Scotti, in merito al mercato, dice di non aver mai trattato attaccanti argentini «tranne un signore di nome Ferretti il quale rientra da un incidente al metatarso. Il procuratore Bosco, tramite l’Ischia, è riuscito a sapere che c’era questo calciatore che, contattato da Claudio Millocca (esperto del mercato argentino, ndr), è arrivato in Italia ieri ed è andato presso la società con cui aveva rapporti. Se non chiuderà l’accordo, si rivolgerà a noi chiedendoci 25mila Euro…».